Educare il cucciolo

Educare il tuo cucciolo non è un dovere, ma un piacere che ti aiuterà a capire il suo carattere e a formare
con lui una prima relazione all’interno della famiglia.
L’educazione è la sola garanzia di una convivenza armoniosa tra il cane e il tuo ambiente, ma anche della sua integrazione nella società. È importante cominciare l’educazione del cucciolo al più presto, quando è più ricettivo e la sua capacità di apprendimento è ottimale.

Raccomandazioni generali
La capacità di imparare i comandi varia a seconda del cucciolo, ma tutti hanno in comune una certa fragilità emotiva: cerca di essere rispettoso del suo ritmo, del suo periodo di sonno e della giovane età.

  1. Giocare: il cucciolo ama giocare. Bisogna sempre cogliere questa occasione per educarlo senza costrizioni o attraverso dei brevi esercizi che eseguirà con piacere.
  2. Tappa per tappa: l’educazione si compie a tappe. Il cucciolo ha una ridotta capacità di concentrazione; non supera 3 sessioni quotidiane di addestramento di 5 minuti: oltre rischieresti di stancarlo. Progressivamente potrai allungare i tempi di esercizio fino ad arrivare a una trentina di minuti al giorno, quando il cucciolo avrà 6 mesi. Per favorire la socializzazione, ti raccomandiamo di
    moltiplicare gli stimoli nuovi: tragitti in auto, contatti con bambini e adulti e con altri animali, ecc..
  3. Divertimento, disciplina: il divertimento e la disciplina condizionano la buona riuscita dell’educazione. Oltre ai giochi, che ti permetteranno di stabilire un rapporto allegro di svago, dovrai procedere all’educazione del tuo cucciolo mantenendo un atteggiamento sempre coerente: solo così il tuo cucciolo svilupperà al meglio la voglia di guadagnarsi il tuo affetto e di farti piacere.
  4. Ricompensa: la ricompensa accresce la motivazione del tuo cucciolo e facilita la sua educazione. Per essere efficace, deve essere gratificante per il cane: sono sufficienti le carezze o un tono di voce affettuoso. L’utilizzo di leccornie dovrà rimanere eccezionale per non alterare il suo peso e la sua forma ottimale. Al contrario, devono essere “punite” tutte le malefatte e i comportamenti indesiderati, anche se il cane potrà capire di avere sbagliato solo se lo rimproveri appena commesso il fatto. Per la maggior parte dei cuccioli, un rimprovero emesso con voce forte e severa è sufficiente.
  5. Linguaggio: quello che utilizzi dovrà essere adatto all’animale. Gli ordini che gli darai dovranno essere semplici, corti e spesso ripetuti. Non dimenticare che il cane capisce più l’intonazione data alle parole che il loro senso: il tono che usi varierà quindi a seconda che tu voglia lodare o sgridare il tuo cucciolo. Anche il gesto (solo sotto forma di minaccia) è un mezzo efficace per farsi capire dal cucciolo.

La prima cosa che un cucciolo deve imparare è il suo nome: più sarà corto, più facilmente lo memorizzerà. Fin dai primi giorni chiama il tuo cucciolo sempre con lo stesso nome. Fai precedere il suo nome da un momento piacevole per incoraggiarlo a eseguire gli ordini e quando risponde ricompensalo con una carezza. Se è titubante non sgridarlo, potrebbe esserlo ancora di più la volta seguente.

Stai attento alla coerenza dei tuoi ordini: quello che proibisci oggi non può essere tollerato domani, né da te né da altri membri del tuo ambiente. Dal suo arrivo è essenziale imprimere nel cucciolo il senso della parola “NO” che sarà associato a tutti i divieti, di qualunque tipo; deve essere categorico e pronunciato con voce ferma e senza equivoci quando vedi il cucciolo commettere qualcosa di non consentito.

Se il tuo cucciolo ha sporcato in casa, durante la tua assenza, non sgridarlo! Il rimprovero Ë efficace solo se lo cogli sul fatto. Un cucciolo che arriva in una nuova casa può sporcare un po’ ovunque, tranne nel posto dove dorme, quindi portalo fuori spesso, se possibile ogni 2 ore durante la giornata (uscite meno frequenti rallenteranno il suo apprendimento). Fallo uscire sempre dopo ogni pasto, ogni risveglio e dopo i momenti di gioco. Lodalo, con la voce o con carezze ogni vola che ti ubbidisce. Se, in casa, il cucciolo gira in tondo, vuol dire che si sta preparando a fare i suoi bisognini: pronuncia il tuo “No” con tono fermo, poi portalo subito fuori a fare ciò che hai interrotto. Quando avrà finito, accarezzalo e lodalo.

Non colpire mai il tuo cucciolo col guinzaglio: fanne un simbolo di passeggiata e di gioia, non di punizione. Il cucciolo impara meglio a camminare al guinzaglio se comincia a farlo molto presto. Abitua il cucciolo a portare il collare poi inizia la passeggiata al guinzaglio a casa, più volte al giorno e sempre per brevi periodi. Per imparare a camminare al guinzaglio all’inizio fallo sedere al tuo fianco (mantieni sempre lo stesso lato), poi dai il comando di avanzare e comincia a camminare. Tieni il guinzaglio in maniera morbida e cammina al tuo passo: il cucciolo deve camminare vicino a te, quando ti fermi, fallo sedere e ricompensalo con una carezza. Se il cucciolo tira, devi dirgli “No” dando un colpo secco al guinzaglio.

Il richiamo è un invito a raggiungerti e ricevere coccole o ricompense, dev’essere quindi legato a un gesto positivo, ma esige da parte tua molta disciplina. Comincia associando il richiamo alla distribuzione del pasto: un membro della tua famiglia può tenere il cucciolo a distanza mentre prepari il pasto. Poco a poco a forza di carezze, complimenti e stimoli positivi, il cucciolo assimilerà che al tuo richiamo deve immediatamente venire verso di te.

Per quanto possibile non abituare il tuo cucciolo alla solitudine prima dell’età di 4-5 mesi: questo rischierebbe di generare vere e proprie crisi d’ansia nel tuo piccolo amico. La solitudine è una realtà che il tuo cucciolo conoscerà occasionalmente o regolarmente. In un caso e nell’altro bisogna prepararlo, innanzitutto approfitta dei momenti di stanchezza del cucciolo per abituarlo a restare solo. Nei primi tempi assentati brevemente per qualche minuto; se il cucciolo piange, ignoralo. Al tuo ritorno, fagli i complimenti se è rimasto calmo. Progressivamente potrai allungare la durata delle tue assenza in modo che diventino una pratica naturale che non richieda né rituali di addio né ricongiungimenti esuberanti.

Dolciumi o avanzi della tavola rompono l’equilibrio nutrizionale dell’alimento completo che dai al tuo cucciolo. Inoltre, se ne fai una cattiva abitudine può nuocere alla sua salute, favorire il sovrappeso e il mendicare quando sei a tavola. I pasti fanno parte di un codice di buona condotta il cui rispetto allontanerà molti comportamenti sbagliati e indesiderabili. Prendi un buon ritmo: fino a 6 mesi dividi
l’alimentazione in 3 pasti al giorno, poi passa a 2 fino alla fine della crescita. Presenta i pasti a orari fissi,
sempre nella stessa ciotola, nello stesso punto; questo se possibile dovrà essere lontano dal luogo dove dorme. Non dimenticare mai di mettere a sua disposizione una ciotola di acqua fresca. Fallo mangiare sempre dopo di te: capirà chi è il “capo” anche perché è così che succede quando i cani vivono in branco.

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