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Sequestro della Forestale nell’allevamento Dei Longobardi

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Il Corpo Forestale Regionale ha sequestrato 23 cani di piccola taglia ed un gatto dall’allevamento “Dei Longobardi” di Remanzacco in provincia di Udine.
Il 31 dicembre 2014 gli agenti della Forestale, guidati dal maresciallo Claudia Comelli, ed il personale incaricato dell’Azienda Sanitaria Friuli Centrale si sono presentati per dei controlli nell’allevamento “Dei Longobardi” trovando i cani all’aperto in una giornata invernale particolarmente fredda, senza acqua né cibo, in cattive condizioni igieniche.
La Forestale, in collaborazione con le guardie zoofile dell’Oipa di Udine, ha provveduto al sequestro degli animali ed al ricovero immediato in strutture adeguate: alcuni sono stati portati nel centro di recupero di San Canzian d’Isonzo, località Terranova, gestito da Damiano Baradel, e gli altri nell’allevamento “Delle Vallate” di Cormons.
Gli agenti, riferendosi all’allevamento “Dei Longobardi”, in una nota precisano che: «in totale sono stati portati via 42 cani, di cui 6 cuccioli oltre a quelli sequestrati al momento».

Il centro di recupero si sta prendendo cura di 16 cuccioli: chihuahua, cavalier king, pincher, un volpino e un segugio, tutti di età compresa tra un anno e sei mesi e quattro anni. «Alcuni, quando sono arrivati, erano molto magri – spiega Baradel – altri avevano problemi agli occhi e anche alle zampe, causati dal freddo. Adesso stanno bene ma se fossero rimasti ancora esposti a quelle temperature, secondo me, le loro condizioni si sarebbero potute aggravare ulteriormente. C’è anche una femmina di chihuahua gravida, è piena di tosse. Abbiamo dovuto curarla. Sono cani che, nonostante quello che hanno passato, sono affettuosi e bisognosi di cure».

Bruno Tosolini, il titolare dell’allevamento “Dei Longobardi” smentisce le accuse, sostenendo: «gli animali erano custoditi e alimentati in modo adeguato – assicura Tosolini – rivogliamo indietro le nostre bestiole. Per quanto riguarda l’acqua, si era congelata da poco a causa delle basse temperature delle ultime ore. Non è vero che i cani e il gatto, in pensione da noi perché il suo proprietario si trova in Cina, erano tenuti male. Tutti i nostri animali hanno una cuccia, alcuni anche riscaldata. Faceva molto freddo, il 31 dicembre. L’acqua, nonostante fosse stata cambiata da poco, si è gelata subito. Quello che è accaduto perché ci sono persone che tentano di danneggiarci. Tanti nostri clienti si sono meravigliati. Ci conoscono e sanno che teniamo bene i cani. Sono disposti a testimoniare a nostro favore. Qui tutto è pulito, tanto che potrei dormirci io nelle cucce dei cani. Le ciotole sono pulitissime e i nostri pets mangiano tre volte in un giorno».

Inoltre Bruno Tosolini avvisa che si farà rappresentare da un avvocato: «stiamo aspettando che torni il nostro avvocato – avverte – questa vicenda ha dell’incredibile e dovrà essere chiarita al più presto nelle sedi opportune. Già il periodo non è dei migliori. Questa storia ci ha danneggiati, ora rischiamo di chiudere. Il 31 dicembre, a causa della pressione psicologica, ho dovuto perfino andare in pronto soccorso. Non mangio da tre giorni e continuerà a non mangiare finché non riavrò i miei cani. Li ho pregati in lacrime di non portarmeli via ma non mi hanno voluto ascoltare».

Fonte: MessaggeroVeneto

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