Addestramento del cucciolo

Dal primo momento in cui portiamo il nostro piccolo cucciolo di chihuahua a casa (dopo i due mesi di vita) è necessario incominciare ad educarlo.
Se il nostro piccolo arriva da un buon allevamento, l’allevatore avrà già eseguito una corretta socializzazione fin dai primi giorni di vita, accarezzandolo e prendendolo in mano per abituarlo alle persone, al mondo che lo circonda, agli altri cani e questa fase viene chiamata impriting.

Una figura estremamente importante è anche la madre del cucciolo che gli insegnerà le prime regole di vita, lo spronerà a reagire, lo sgriderà quando sarà necessario e gli insegnerà a sottomettersi quando esagera con il gioco; in questo modo, con i propri fratelli, imparerà le prime regole del branco.

Dal momento che lo portiamo a casa, dobbiamo incominciare noi ad armarci di tanta pazienza, rimanendo sempre coerenti: dovremo insegnargli i comandi base, in modo da farlo diventare un compagno di vita educato e ben accetto ovunque ed in qualsiasi situazione.

Un cane disciplinato non è un cane represso, è semplicemente un cane che ha imparato come convivere con se stesso e con gli esseri che gli stanno attorno.

E’ importante che al vostro piccolo chihuahua diate subito un nome, prima di iniziare l’addestramento.

Il suono dovrà diventargli familiare in modo che quando verrà associato un comando, non possano sorgere equivoci.

Non pretendete subito risultati immediati: non potete mettere il vostro chihuahua nella sua cuccia per una notte e aspettarvi che non sporchi fino al mattino: non è materialmente in grado di controllare le proprie funzioni a lungo come un adulto.

Non trasformate, inoltre, le prime ”raccomandazioni” in esperienze traumatiche.

COME FARLO SPORCARE IN UNA ZONA PRESTABILITA DELLA CASA
Le prime otto settimane di vita sono l’età giusta per iniziare l’addestramento del cucciolo a sporcare in casa sui giornali o sui tappetini igienici.

Il cucciolo sporca ogni due/tre ore: quando si sveglia al mattino, dopo il pisolino, dopo i pasti, dopo aver giocato e prima di essere messo a dormire la sera.

Di solito invia dei segnali con il corpo per avvisare che deve sporcare: annusa più del solito il pavimento ruotando su se stesso e si acquatta.

Nei primi giorni dell’addestramento è consigliabile tenere il cucciolo in una zona delimitata (un recinto o una camera), in modo da poter fargli conoscere solo quella sistemazione e di fargliela accettare, senza avere la possibilità di correre per la casa.

Il posto migliore per confinare il cucciolo è la cucina, perché è il fulcro dell’attività familiare, dove non si sentirà isolato.

Per i primi giorni dovrete sovrapporre più fogli di giornale o usare più tappetini igienici.

Potete aiutarlo anticipando i momenti in cui esso ha bisogno di defecare o urinare portandolo in sul luogo appropriato. Usate parole di incoraggiamento e lodatelo (tanti complimenti ed un croccantino) quando sceglie il posto giusto per eliminare.

Il vostro cucciolo imparerà il comportamento corretto non avendo l’opportunità di fare errori.

L’educazione a sporcare sui giornali si può ottenere in poche settimane (3 o 4 al massimo), tuttavia, non lasciate il vostro chihuahua libero in casa, fino a quando non sarete sicuri dell’addestramento.

Se il cucciolo sporca in un luogo desiderato, potete rimproverarlo con un ”NO” secco, ma SOLO se lo prendete sul fatto, siate comunque gentili durante la prima fase dell’addestramento.

Dopo l’incidente rimuovete l’odore dal luogo del misfatto, altrimenti potrebbe costituire una tentazione per errori futuri.

Ci vuole molta pazienza ed un comportamento coerente ma, considerando i vantaggi, ne vale sicuramente lo sforzo.

Una volta che il cucciolo ha imparato a sporcare sui giornali e dopo che le prime vaccinazioni avranno fatto effetto, potete incominciare a portarlo fuori, la strategia è sempre la stessa, non mancate di fargli i complimenti chiamandolo per nome, naturalmente quando riesce a compiere il suo dovere senza combinare disastri.


PRIMI PASSI AL GUINZAGLIO
Ricordo nuovamente che il vostro piccolo chihuahua, non dovrà uscire e messo a contatto con il suolo esterno finchè non avrà terminato le prime vaccinazioni.

Comunque, già le prime settimane di vita, possono offrire delle buone opportunità  per introdurlo ad alcune realtà della sua futura vita. Il collare ed il guinzaglio sceglieteli morbidi e leggeri, lasciateglieli annusare e fate le prime prove avendo cura di non stringere troppo il primo. Il modo migliore per rendersene conto è quello di passare due dita tra collare e collo. Lasciate che il cagnolino si abitui poco alla volta.

Appena metteremo il guinzaglio al nostro cane questo probabilmente, sentendosi legato, comincerà a sgroppare e saltare per cercare di liberarsi: è bene non sgridarlo, ne strattonarlo, ma cerchiamo piuttosto di assecondare i suoi movimenti seguendolo, per non infastidirlo ulteriormente, e di distrarlo, magari facendogli vedere un bocconcino. Non appena il cucciolo si tranquillizza e non fa più caso al guinzaglio possiamo iniziare a insegnargli a camminarci a fianco: non saremo più noi a seguirlo, ma dovrà essere lui a venirci dietro.

In quel momento, potete incominciare ad insegnargli la camminata al vostro fianco. Potrete farlo ponendolo di fronte a voi e offrendogli qualcosa con la mano sinistra. Tenendo il guinzaglio con la mano destra, guidatelo verso di voi complimentandovi ogni volta che fa quello che vi aspettate da lui.

E’ inoltre importante che il cucciolo non morda il guinzaglio, quindi se comincia a giocarci rimproveratelo con un secco *NO* (ammesso che gli abbiate già insegnato il significato di questa parola) e distraetelo con un gioco che può invece rosicchiare.

Quando avrà imparato a venirvi incontro, aumentate via via lo spazio da coprire per raggiungervi.

Il passaggio da questo stadio ai primi passi al vostro fianco è questione di poco.

PRIMA DI INCOMINCIARE
Chi deve addestrare? Una sola persona può essere incaricata di seguire l’addestramento, ma tutti i membri della famiglia devono dimostrare di interessarsene.

Coerenza. La chiarezza nei comandi impartiti a un cane è estremamente importante. Se un membro della famiglia usa il comando ”Siedi” mentre un altro quello di ”Seduto” confonderà il cucciolo.

Quando e quanto a lungo? L’addestramento di un cane richiede un certo investimento di tempo. Lezioni di cinque minuti per quattro volte al giorno o anche due lezioni da dieci minuti saranno sufficienti.

Addestramento a casa. Diversi istruttori credono nell’efficacia degli esercizi da fare a casa con traguardi da raggiungere ogni settimana.

Dove addestrare? All’inizio è meglio praticare un’area familiare al cane (in casa o in giardino) dove potrà difficilmente distrarsi. Poi, si potrà procedere anche in luoghi più frequentati.

Come terminare le lezioni? Un minuto di gioco, anche al guinzaglio, è il modo migliore per chiudere la lezione, conservarne un piacevole ricordo e aspettare con impazienza quella successiva.

Che cosa indossare? Sicuramente abiti e scarpe comodi.

Complimenti. Una parola d’incoraggiamento è essenziale, una carezza lo può distrarre. Riservatele al dopo.

Correzione. Non tormentate il cucciolo continuando a ripetere ”Seduto…seduto…seduto”. Se non reagisce subito è improbabile che lo faccia dopo una simile sollecitazione. Impartire il comando in modo chiaro ed una volta sola. Se non obbedisce ripetere il comando mostrandogli materialmente che cosa fare.

SOLO UN GIOCO
Il migliore addestratore sa camuffare il più impegnativo esercizio come un gioco. Far rincorrere una pallina, per esempio, equivale a insegnare il riporto. Il cane desidera ansiosamente compiacere il padrone, ma è anche facile alla noia e fondamentalmente pigro. Mancando lo stimolo del divertimento perderà entusiasmo ed incomincerà a sbadigliare. Provate a pensare che sia come un bimbo: come un bimbo infatti non riesce a concentrarsi a lungo e si stanca rapidamente. Il primo accorgimento,quindi, consiste nel non prolungare la lezione oltre i cinque minuti. Per tenergli fresca la memoria, piuttosto, fategli ripetere l’esercizio di tanto in tanto durante la giornata, quando meno se lo aspetta.

IL ”NO”
Il “No” è un vero e proprio comando con il quale facciamo capire al cane che deve smettere di fare ciò che sta facendo, qualsiasi cosa sia, non è una punizione ne un rimprovero, è solo un comando. E’ importante usare adeguatamente il *no* perchè tutti siamo tendenzialmente portati ad abusarne generando così confusione nel cane che potrebbe finire con l’ignorare il comando. Quindi prestiamo più attenzione e cerchiamo di usare il *no* solo quando è davvero necessario. Per esempio è meglio evitare di usare troppo spesso il *no* quando stiamo cercando di insegnare un nuovo comando al nostro cane (quindi ancora il cane non conosce il significato del nuovo comando) che proverà, per tentativi, a fare la cosa giusta: meglio ignorarlo quando sbaglia e lasciare che ritenti piuttosto che inibirlo ogni volta dicendogli *no*, potrebbe demotivarsi. Già il fatto di non ricevere il premio (bocconcino o lodi o pallina, è indifferente) per il cane significa “non è questo che mi chiede, provo a fare qualcos’altro”. Per insegnare al cane il no si può usare un bocconcino tenuto davanti al suo muso, ovviamente cercherà di prenderlo e allora gli diremo *no*, se desiste anche per pochi secondi accarezzatelo e lodatelo. Ripetendo più volte questo esercizio capirà in fretta il significato del comando. Inoltre, in generale, quando il cane sta facendo qualcosa di sbagliato ditegli *no* e fate in modo di distrarlo: appena smette di fare ciò che stava facendo lodatelo.

Fonte: AnimalWeb, dal libro ‘Il manuale del cane’.

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